SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 08.09.2017

Message de la Conférence des évêques suisses à l’adresse des agents pastoraux, prêtres, diacres et laïcs


SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 31.07.2017

Niklaus von Flüe 2017



SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 21.05.2017

Inauguration du pavillon suisse « Prophezey » à l’exposition universelle de la Réforme à Wittenberg


Tutti i documenti

Treffen von Ordensleuten im Kapuzinerkloster Rapperswil

SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 27.11.2014

Lettera dei Vescovi svizzeri alle Persone consacrate

In occasione dell'"Anno della vita consacrata" indetto da papa Francesco, i membri della Conferenza dei vescovi svizzeri ringraziano i religiosi e religiose per il loro servizio nella Chiesa con una lettera aperta.

Cari fratelli e sorelle,

Questo nuovo anno liturgico sarà l'“Anno della vita consacrata” (29 novembre 2014 – 2 febbraio 2016). Così ha voluto il Papa Francesco. Alla sua apertura i Vescovi svizzeri vogliono esprimervi la loro viva riconoscenza. Questo anno invita noi tutti a riflettere sul senso profondo della vita consacrata per il nostro tempo.

Cari Consacrati, noi Vescovi vi ringraziamo per il vostro impegno nel seguire il modello di vita di Gesù: nella povertà, nel celibato e nell’obbedienza, grazie al sostegno comunitario della contemplazione, dell'orazione e della preghiera. Ammiriamo questa vostra scelta di vita che ha permesso a molti uomini e donne di essere felici, realizzati e creativi. La loro vita ci rivela che questi impegni, scelti liberamente alla sequela di Gesù, rendono liberi. Voi infatti offrite una testimonianza preziosa: la povertà vi dona una libertà nuova per accogliere; la castità rinnova la vostra libertà di amare; l’obbedienza vi rende liberi per ascoltare e accompagnare i fratelli e le sorelle. Veramente, come ve lo ricorda il Papa Francesco, “voi siete uomini e donne che possono risvegliare il mondo e illuminare l’avvenire” (discorso all'Unione dei Superiori Generali del 29.11.2013). Per questo il vostro stile di vita è una profezia.

Viviamo oggi una situazione molto paradossale: se da una parte costatiamo un’ampia stima per la vita religiosa e i monasteri, anche al di fuori della Chiesa cattolica, dall’altra sorprende il fatto che così pochi candidati si presentino alle nostre Comunità.

Per l’uomo di oggi la vita religiosa è una provocazione.

Per quanto diverse possano essere le comunità di vita religiosa, vi si troverà sempre un denominatore comune: un cammino alla sequela radicale di Gesù. Voi Consacrati avete scelto per voi stessi lo stile di vita consigliato da Gesù ai Discepoli che desideravano seguirlo intimamente. Ma avrete sovente costatato come questo ideale proposto da Gesù si scontra con un’incomprensione molto ampia. L’uomo di oggi aspira alla prosperità, alla ricchezza, mentre voi avete scelto coscientemente la povertà per essere vicini ai piccoli e ai deboli del nostro mondo. Il vostro voto di celibato e castità, liberamente accolto, interpella la mentalità in voga. Lo sviluppo personale, la libera disponibilità di sé sono oggi degli “ideali” contrapposti all’obbedienza che si mette umilmente all’ascolto di Dio e degli uomini. E tuttavia l’obbedienza e l’attenzione all’altro non sono forse condizioni preliminari per vivere insieme in modo fraterno?

La Vita consacrata è un segno indispensabile per la vitalità della Chiesa che è in Svizzera. Per questo siamo riconoscenti ai numerosi volontari che aiutano le nostre comunità, che invecchiano e diventano deboli. Un aiuto tradotto in compiti quotidiani, come le cure per i religiosi anziani e malati, in ambito amministrativo o nei servizi liturgici. Questo generoso sostegno permette a religiosi, ormai poveri di forze vive, di proseguire nella vita comune secondo i criteri della loro comunità. Capita pure che giovani provenienti da nuove comunità ecclesiali o a partire dall’esperienza delle Giornate Mondiali della Gioventù ricreino una vita comunitaria in antichi conventi. Con gioia possiamo allora costatare che anziani e giovani cristiani possono stabilire fra loro un valido scambio. Giovani animatori o animatrici imparano dalla vicinanza di anziani superiori o superiore ciò che è prezioso per costruire una vita comunitaria feconda.

Apprezziamo anche quelle Comunità che possono dire: abbiamo compiuto la nostra missione, ora lasciaci, Signore, andare in pace (cf. Lc 2, 29). Diversi compiti un tempo assolti da religiosi e religiose, come la cura di persone ammalate o handicappate, oppure l’educazione della gioventù, sono oggi assunti dai laici o dai servizi pubblici. Siamo lieti e riconoscenti alle comunità religiose che si impegnano in nuove sfide sostenendo e incoraggiando la società, come nell’accompagnamento dei tossicodipendenti, dei malati di AIDS, dei rifugiati, dei richiedenti l’asilo o nella salvaguardia del creato e l’aiuto nei Paesi in via di sviluppo. L’impegno delle persone consacrate in questi settori di grande povertà è oggi soprattutto quello di offrire la testimonianza di una modalità differente ed eloquente di vita umana realizzata nella donazione di sé e nel servizio degli altri.

Cari Religiosi e Religiose, per i vostri impegni, Dio vi colloca come “la città sul monte”, che diviene un segno (Matteo 5,14). Già la vostra semplice presenza è un richiamo vitale che interpella gli uomini e le donne di buona volontà sul senso della loro esistenza, vedendo che la vostra è tutta orientata verso Colui che è la Felicità, la Pienezza e la Gioia.

Non sono unicamente i vostri impegni sociali e umanitari a essere preziosi, ma soprattutto la gioia che li anima in un servizio svolto alla sequela di Gesù. Il Papa Francesco l’ha sottolineato: “Dove ci sono dei consacrati, c’è la gioia”. Tutti cercano la gioia. E ancora di più nella vita cristiana. Dio stesso ci invita a un’eternità di gioia accanto a Lui. Sulla strada di questa vera gioia, c’è il Vangelo. In italiano come in francese, tedesco e romancio diciamo infatti che è “la buona notizia”. Tutti dobbiamo essere messaggeri di gioia. E noi ne siamo riconoscenti insieme con voi.

I Vescovi e gli Abati territoriali membri della Conferenza dei Vescovi Svizzeri.