06.01.2014

La Giornata del Giudaismo (Dies Iudaicus) in Svizzera: 16 marzo 2014

Nella Chiesa cattolica in Svizzera la Giornata del Giudaismo ricorre annualmente dal 2011 la seconda domenica di Quaresima, per marcare il profondo vincolo tra ebraismo e cristianesimo.  

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Il Dies Iudaicus vuole renderci consapevoli del significato che riveste l'ebraismo per noi e la fede cristiana, storicamente ed attualmente. Le nostre radici si trovano lì (cf. Lettera ai Romani 9–11), gli Ebrei sono i nostri fratelli maggiori nella fede. Dio ha eletto il popolo d'Israele con amore e con lui ha statuito la sua alleanza per sempre. L'ebraismo sta con noi cristiani in un rapporto particolare, perché ne condividiamo la fede in Dio, manifestatosi inizialmente al popolo d'Israele. Gesù e sua madre Maria, gli Apostoli e i primi cristiani erano ebrei, a cui rapidamente si sono aggiunti pagani, cioè non-ebrei, passati assieme ai primi alla fede in Gesù come Figlio di Dio: venivano così a costituire la Chiesa, composta da ebrei e pagani.

Il Concilio Vaticano II° l'ha affermato con forza nella Dichiarazione Nostra Aetate (1965), che ha fatto epoca. Il Concilio avvia una rivoluzione spirituale quando nel 1965 ribadisce le comuni radici ebraiche della fede cristiana, mostrando la loro dignità. Da quel momento numerosi documenti, cattolici, evangelici ed ebraici hanno promosso il legame spirituale e il dialogo fraterno con i figli d'Abramo. [1] La Chiesa desidera favorire la conoscenza e la stima reciproca tra le religioni. La storia annovera troppo disprezzo, esclusioni, odio verso gli Ebrei. Ciò non corrisponde allo spirito del cristianesimo e va definitivamente sradicato nella lotta contro tutte le manifestazioni possibili di antigiudaismo ed antisemitismo.  

Anche per la Giornata del Giudaismo 2014 la Conferenza dei vescovi svizzeri fornisce, tramite la Commissione di dialogo ebrei/cattolici della Svizzera, alcuni testi di base e sussidi liturgici destinati alle parrocchie ed agli interessati. La relazione positiva dei cristiani nei confronti del giudaismo fa sì che si possa puntare su un consapevole allestimento della liturgia. La celebrazione profonda della fede in occasione dell'Eucaristia e dei riti della Parola continuerà a costituire il nocciolo del Dies Iudaicus: non si tratta d'una domenica "a tema" come tante altre, bensì d'un'occasione propizia per approfondire il vincolo fraterno tra ebraismo e cristianesimo. Nell'anno giubilare 2015 di Nostra Aetate, la Commissione di dialogo ebrei/cattolici della Svizzera pubblicherà un opuscolo con altro materiale ancora sulla Giornata del Giudaismo. Le parrocchie sono invitate ad utilizzare, oltre alla liturgia, anche altri canali per tematizzare il rapporto con il giudaismo. Conferenze, concerti, colloqui aiutano ad approfondire la fede: gli scorsi anni hanno mostrato la creatività di singole persone o gruppi. Sono auspicabili anche iniziative ecumeniche. La Giornata del Giudaismo deve svilupparsi – aspetto ancora più importante – in autentica giornata di dialogo vissuto con gli ebrei. Benvenute tutte quelle iniziative, singole o collettive, incentrate sul rapporto della Chiesa con il giudaismo. La Commissione di dialogo ebrei/cattolici non organizza, ma accompagna volentieri questo processo informando e collegando tra di loro i vari progetti (cf. homepages della CVS, della FSCI e dell'Istituto di ricerca ebraico-cattolica di Lucerna). Il documento conciliare Nostra Aetate e il rinnovamento da lì avviato nei rapporti Chiesa-Ebraismo costituiscono la base di lavoro della Commissione.

Il 27 aprile 2014 verranno canonizzati a Roma i papi Giovanni XXIII° e Giovanni Paolo II°. A ridosso d'una storia movimentata di rapporti con gli Ebrei e della tragedia dell'olocausto, la shoah, questi due papi hanno esortato a combattere l'antisemitismo e a favorire il dialogo, perché possa crearsi una vera fratellanza con il popolo dell'Alleanza, come ha detto Giovanni Paolo II° nella Preghiera di perdono durante la prima domenica di Quaresima 2000 in San Pietro a Roma.

Anche Papa Francesco esorta a continuare questo cammino di comprensione reciproca e mutua conoscenza: „Quel che Le posso dire, con l'apostolo Paolo, è che mai è venuta meno la fedeltà di Dio all'alleanza stretta con Israele e che, attraverso le terribili prove di questi secoli, gli ebrei hanno conservato la loro fede in Dio. E di questo, a loro, non saremo mai sufficientemente grati, come Chiesa, ma anche come umanità. Essi poi, proprio perseverando nella fede nel Dio dell'alleanza, richiamano tutti, anche noi cristiani, al fatto che siamo sempre in attesa, come dei pellegrini, del ritorno del Signore e che dunque sempre dobbiamo essere aperti verso di Lui e mai arroccarci in ciò che abbiamo già raggiunto.“ [2]

A nome della Commissione di dialogo ebrei/cattolici della Svizzera:

Prof.ssa Verena Lenzen, Copresidentessa (CVS)

[1] Cf. Rolf Rendtorff / Hans Hermann Henrix (Hg.): Die Kirchen und das Judentum. Dokumente von 1945–1985, Paderborn München 1988; Hans Hermann Henrix / Wolfgang Kraus (Hg.): Die Kirchen und das Judentum. Dokumente von 1985–2000, Paderborn 2000.

[2] Lettera di papa Francesco del 12 settembre 2013 al caporedattore della Repubblica: http:/ http://www.repubblica.it/cultura/2013/09/11/news/sintesi_lettera_bergoglio-66283390/.