SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 21.05.2017

Inauguration du pavillon suisse « Prophezey » à l’exposition universelle de la Réforme à Wittenberg


Membro CVS Membro CVS | 30.01.2017

Messaggio dei Vescovi per la Domenica del malato 5 marzo 2017


19.01.2017

Coordinamento Terra Santa 2017 – Comunicato finale


Santo Padre Santo Padre | 21.12.2016

La nonviolenza: stile di una politica per la pace


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Flüchtlinge auf Lesbos - Bild: Lefteris Partsalis/Caritas

30.05.2016

Appello delle Chiese cristiane e della Comunità ebraica in occasione della Domenica dei rifugiati e dello Shabbat dei rifugiati del 18/19 giugno 2016

Annunci funesti

«Che è mai l’uomo, che tu ne fai tanto conto e che tu poni su lui la tua mente?» (Giobbe 7,17)

Ogni giorno assistiamo a nuovi annunci funesti sulla miseria dei profughi, sulle ondate dei profughi, sui tragitti dei profughi, sui campi profughi, sui contingenti dei profughi e sugli alloggi dei profughi. Ormai non sorprendono più nessuno, ma hanno uno spazio fisso in ogni notiziario. A far ricordare la storia di Giobbe non è l’improvviso sopraggiungere della catastrofe, ma l’enorme tempesta di violenza e distruzione che porta via tutto con sé. Nelle regioni di guerra e di conflitto nessuna pietra rimane sopra all’altra. Le cartine geografiche subiscono cambiamenti vorticosi così come le coalizioni politiche. Chi sopravvive alla tempesta, arriva in Europa. Le travi della casa Europa scricchiolano in modo preoccupante al passaggio delle vittime della tempesta e anche in Europa i naufraghi sentono soffiare sui propri visi un fortissimo vento contrario.

Ovviamente la tempesta non distingue tra vittime della violenza, bisognosi, perseguitati, opportunisti e approfittatori. Ma chi pensa di essere in grado di fare una distinzione ben precisa, dovrebbe prima dare un’occhiata alla storia di Giobbe. Dapprima perde il suo ingente patrimonio: rischio economico! Poi la sua famiglia è vittima di un uragano: il destino colpisce chiunque! E alla fine il suo corpo viene distrutto dalle malattie: capita a tante persone!

Riguardo alle immense ondate di profughi, l’Europa e la Svizzera devono affrontare enormi sfide. Non esistono soluzioni semplici. Per rispetto della nostra tradizione umanitaria, non possiamo subordinare la nostra empatia per le persone bisognose al riconoscimento di uno statuto legale di rifugiato. Tra la compassione e l’applicazione di criteri distintivi politici si apre un vuoto nel quale si specchia la fragilità della nostra propria esistenza.

 

Monsignor vescovo Charles Morerod
Presidente
Conferenza dei vescovi svizzeris CVS

 

Dr. Herbert Winter, Presidente
Federazione svizzera delle comunità israelitiche FSCI

 

Gottfried Wilhelm Locher  
Presidente del consiglio Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera

 
Monsignor vescovo Dr Harald Rein
Chiesa cattolica cristiana svizzera