Il 21 settembre 2026, i rappresentanti delle associazioni linguistiche-regionali delle vittime di abusi – IG-M!kU, SAPEC e GAVA – si sono incontrati di persona con i membri della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) presso il monastero di Fischingen. Questo incontro si è svolto in un clima di ascolto rispettoso e di dialogo aperto.
Al centro dell’incontro vi erano le esperienze e le preoccupazioni delle persone che hanno subito abusi sessuali o spirituali in ambito ecclesiale. I rappresentanti delle tre associazioni hanno presentato la loro valutazione delle misure messe in atto dalla Chiesa cattolica in Svizzera dalla pubblicazione dello studio pilota nel settembre 2023 e in quali ambiti ritengono sia ancora necessario intervenire.
Le associazioni hanno inoltre sottolineato l’importanza della fiducia nei confronti dei responsabili ecclesiastici e, in particolare, degli uffici di segnalazione. Tale fiducia costituisce un presupposto essenziale affinché le vittime di abusi trovino il coraggio di farsi avanti e di chiedere aiuto. Allo stesso tempo, è stato riconosciuto che negli ultimi anni sono state adottate misure importanti e che si intravedono i primi segni di un cambiamento culturale e di mentalità.
Le associazioni delle vittime hanno chiesto che il punto di vista delle persone interessate venga sistematicamente preso in considerazione, che vengano definiti standard minimi per la creazione di un sistema di protezione vincolante a livello nazionale, la formazione iniziale e continua dei responsabili ecclesiastici in materia di prevenzione e intervento, nonché un’elaborazione continua che vada oltre il diritto penale. Inoltre, hanno sottolineato l’importanza di organismi esterni indipendenti per la consulenza, l’accompagnamento e il controllo.
Lo scambio ha riguardato anche la necessità di procedure trasparenti e comprensibili, la presa in considerazione delle diverse forme di abuso all’interno della Chiesa, nonché i mezzi per la valutazione dell’efficacia e il perfezionamento delle misure e degli strumenti già messi in atto. A questo proposito, le associazioni hanno insistito sull’importanza di trarre insegnamento dalle esperienze personali delle vittime e di integrarle nel proseguimento del lavoro di prevenzione e di intervento.
Le associazioni hanno riconosciuto che, dalla pubblicazione dello studio pilota commissionato dalla Chiesa cattolica, sono state adottate misure significative. Allo stesso tempo hanno chiarito che la loro efficacia deve, in definitiva, essere misurata in base alla loro capacità di garantire nella quotidianità una migliore protezione, procedure affidabili e un trattamento rispettoso ed empatico delle persone interessate. Inoltre, hanno sottolineato che le norme di protezione e i diritti delle persone interessate non devono dipendere né dalla diocesi competente né dal contesto regionale.
I membri della CVS hanno ringraziato le rappresentanti e i rappresentanti delle associazioni delle vittime per la franchezza e l’importanza dei loro interventi, accogliendo sia il riconoscimento delle misure già avviate sia le osservazioni critiche e le aspettative concrete.
I partecipanti hanno convenuto che la pubblicazione dello studio approfondito all’inizio di febbraio 2027 non potrà rappresentare la conclusione della pianificazione e dell’attuazione delle misure di prevenzione e di intervento, bensì dovrà piuttosto costituire un’ulteriore tappa per la verifica e lo sviluppo delle misure adottate finora, proseguendo al contempo il percorso intrapreso.
In questo contesto è stata sottolineata l’importanza di uno scambio regolare e diretto tra la CVS e le associazioni interessate, affinché esperienze, preoccupazioni e aspettative possano essere prese in considerazione in modo adeguato anche in futuro. È stato deciso di comune accordo che il prossimo incontro dovrà avere luogo il 13 febbraio 2027, poco dopo la pubblicazione dello studio principale.
