Circa cinquant’anni fa, dei cristiani organizzarono delle marce silenziose a Berna e Zurigo per protestare contro la persecuzione dei loro fratelli e sorelle nella fede che si trovavano dall’altra parte della cortina di ferro. Sebbene la guerra fredda sia finita da tempo, la persecuzione delle Chiese cristiane nel mondo continua. In realtà, sta peggiorando: rapporti e testimonianze confermano il drammatico deterioramento della situazione dei cristiani, ma anche di altre comunità religiose, in diverse regioni del mondo.
1. La Chiesa, una comunione universale
Secondo la comprensione biblica, i cristiani di questo mondo fanno tutti parte integrante della Chiesa unica di Gesù Cristo. La fede nell’incarnazione del Figlio di Dio, nella sua morte sostitutiva e nella sua risurrezione riunisce tutti i cristiani al di là di ogni separazione confessionale, culturale e nazionale. In quanto creazione chiamata all’esistenza dalla Parola divina (Gv 1), la Chiesa è edificata su Gesù Cristo che la custodisce, la guida e la conduce verso la sua meta. L’unità e la comunione delle Chiese e delle comunità cristiane non si manifesta solo nella fede, nel culto e nella confessione, ma anche nella sofferenza, nell’afflizione, nell’oppressione e nelle persecuzioni. Riaffermiamo con l’apostolo Paolo che «se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui» (1Cor 12,26). In quanto fratelli e sorelle dei cristiani perseguitati e afflitti, abbiamo dei doveri nei loro confronti, da un lato perché sono donne e uomini che vedono calpestata la loro dignità e i loro diritti, dall’altro perché la Chiesa, senza di loro, non può esistere. Il carattere vivo e dinamico dell’unica Chiesa di Gesù Cristo si manifesta nella solidarietà della comunità cristiana unita nell’annuncio del Vangelo, nella preghiera, nella testimonianza e nel servizio. L’ecumenismo mondiale testimonia questo legame attraverso la preghiera comune, l’intercessione continua, il sostegno reciproco, la difesa solidale della pace e della giustizia.
2. La libertà di credo, un diritto umano
La convinzione giudaico-cristiana secondo cui la comunità umana è costituita da esseri divinamente chiamati all’esistenza si ritrova nel Preambolo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dove l’umanità è presentata come un’unica e stessa famiglia umana. La rappresentazione biblica dell’essere umano creato a immagine di Dio (Genesi 1,26 sgg.) ha modellato il concetto di dignità umana sancito dai diritti umani moderni. Le Chiese riconoscono che i diritti umani sono inalienabili. Tutti gli esseri umani sono uguali nei diritti. La parità di trattamento è un principio generale valido indipendentemente dall’origine, dal sesso, dalla cultura, dal credo e dalle convinzioni. I diritti umani garantiscono espressamente la libertà di coscienza, di religione o di credo. Le Chiese cristiane hanno una concezione di sé stesse e dell’essere umano che impone loro il dovere assoluto di impegnarsi affinché ogni persona e ogni comunità religiosa goda di questi diritti.
3. La tolleranza religiosa, un percorso di apprendimento
La discriminazione e le persecuzioni religiose sono spesso legate a identità culturali minacciate o all’arroganza religiosa. Nessuna comunità religiosa o di fede è immune dall’intolleranza religiosa. La storia delle confessioni cristiane e delle comunità religiose in Svizzera lo conferma. La tolleranza religiosa si conquista: il processo non è mai concluso e nulla garantisce che l’intolleranza non torni. La nostra stessa storia di confessioni e comunità di fede, a volte discriminanti e a volte discriminate, ci ha insegnato che il rispetto reciproco tra le religioni è indispensabile e rappresenta una sfida. Infatti, indipendentemente dalla compatibilità tra le convinzioni religiose e le forme di espressione, dallo stupore che possono provocare o dal senso di costrizione che possono infliggere, la libertà religiosa ne tutela la coesistenza. Il rifiuto di una credenza e di una comunità di fede o di religione non giustifica mai l’umiliazione, l’oppressione o la persecuzione di una persona a causa della sua fede.
4. Le nostre preoccupazioni comuni
In qualità di Chiese e comunità cristiane della Svizzera, sosteniamo e incoraggiamo la politica estera della Svizzera nell’impegno a favore della libertà di religione e di credo. Ci battiamo, per il nostro Paese, a favore di un sistema di asilo che tenga ragionevolmente conto delle minacce reali che gravano sui cristiani perseguitati, sulle cristiane perseguitate e su tutti i membri perseguitati di una comunità che rivendica un credo o una filosofia. Senza la protezione della libertà di coscienza e di religione, non possono esistere società libere. In quanto Chiese, ci impegniamo a promuovere e rafforzare questi diritti ovunque siano minacciati e a difenderli ovunque siano violati o limitati. L’impegno universale a favore della libertà di credo, di coscienza e di riunione è indissociabile dall’unità ecumenica della Chiesa unica di Gesù Cristo. Forti di questa convinzione, lanciamo un appello alle nostre comunità ecclesiali e ai nostri membri:
- Informatevi sulla situazione delle persone perseguitate nel mondo a causa della loro fede cristiana, della loro religione o della loro filosofia.
- Unitevi alla preghiera universale all’interno della vostra comunità, nelle vostre case o nell’ambito di iniziative di preghiera.
- Agite: unitevi alle veglie ecclesiali di protesta o partecipate agli eventi commemorativi.
- Contribuite affinché i cristiani in fuga trovino sostegno e una rete all’interno delle nostre comunità cristiane.
- Sostenete il lavoro delle organizzazioni umanitarie e delle organizzazioni per i diritti umani che si impegnano a favore della libertà religiosa.
- Impegnatevi a favore del diritto alla libertà religiosa, in Svizzera e in tutto il mondo.
In comunione cristiana e consapevoli della nostra missione comune, in Svizzera e nel mondo.
Berna, 7 novembre 2025
| CHIESA EVANGELICA RIFORMATA IN SVIZZERA Pastora Rita Famos, presidente | RETE EVANGELICA SVIZZERA Beat Ungricht, presidente |
| FREIKIRCHEN.CH Peter Héberger, presidente | CONFERENZA DEI VESCOVI SVIZZERI Mons. Charles Morerod, presidente |
| CHIESA CATTOLICA CRISTIANA DELLA SVIZZERA Mons. Frank Bangerter |

