17 – 21 gennaio 2026
“Voi siete il sale della terra; voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13-14)
Il nostro pellegrinaggio ci ha condotti in una Terra segnata da profonde ferite. Abbiamo iniziato visitando comunità beduine che vivono ai margini della società nella Cisgiordania occupata. Ci hanno raccontato la loro vita periferica, osservati ma raramente incontrati, con movimenti fortemente limitati dall’espansione rapida degli insediamenti che li circondano sulle colline.
Abbiamo ascoltato testimonianze di attacchi da parte di coloni israeliani, violenze e intimidazioni continue, furti di bestiame e demolizioni di abitazioni. Molti vivono nell’angoscia, incapaci di dormire per la paura di nuove aggressioni. Quando abbiamo chiesto chi riconosca le loro sofferenze e il loro desiderio di vivere in pace con i vicini, hanno risposto: “Nessuno ci vede.”
Il nostro cammino è proseguito con la celebrazione della Messa nell’unica città completamente cristiana della Palestina, Taybeh. Anche lì abbiamo ascoltato storie di sofferenza: attacchi incessanti da parte di coloni estremisti, sradicamento di ulivi, confisca di terre e atti intimidatori che rendono la vita quotidiana insopportabile, spingendo molti a emigrare.
A dodici mesi dalla nostra ultima visita, la Terra della Promessa appare sempre più ferita e minacciata. Gaza rimane una crisi umanitaria catastrofica. Le persone della Cisgiordania che abbiamo incontrato sono demoralizzate e impaurite. Le voci coraggiose in Israele che difendono i diritti umani e civili sono sempre più sotto pressione; la solidarietà verso i più vulnerabili ha un costo elevato. Temiamo che presto anche queste voci possano essere messe a tacere.
Come cristiani, siamo chiamati a dare voce a chi non ne ha, a testimoniare la dignità di ogni persona, affinché il mondo riconosca le loro sofferenze e si impegni per la giustizia e la compassione.
Gli insediamenti in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale, continuano a espandersi appropriandosi delle terre altrui. I diritti umani sono universali e valgono per tutti senza eccezioni. Al contrario, assistiamo a un sistema in cui dignità e protezione dipendono dallo status civile.
Ribadiamo il diritto di Israele a esistere e a vivere in pace e sicurezza; allo stesso modo chiediamo che questi stessi diritti siano garantiti a tutti coloro che vivono su questa terra. Auspichiamo che gli sforzi di pace prevalgano sulla violenza e che cessino atti di terrorismo e di guerra. Invitiamo inoltre i nostri governi a esercitare pressioni su Israele affinché rispetti l’ordine internazionale basato sulle regole e rilanci negoziati significativi verso una soluzione a due Stati, per il bene e la sicurezza di tutti.
Siamo stati profondamente colpiti dalla fede e dalla perseveranza dei cristiani locali e delle persone di altre religioni che lavorano per mantenere viva la speranza nelle loro comunità. Ci ricordano la nostra vocazione comune a essere “sale della terra” e “luce del mondo”, impegnandoci per la pacifica convivenza e la sicurezza in tutta la Terra Santa.
Abbiamo incontrato anche voci ebraiche e palestinesi che, nonostante traumi e difficoltà immense, continuano a promuovere giustizia, dialogo e riconciliazione. Ascoltare genitori che hanno perso un figlio nel conflitto e che riescono ancora a perdonare è una testimonianza potente della possibilità di pace. Poche esperienze sono più devastanti. Quando una tale madre o un tale padre chiede la fine della violenza, il mondo deve ascoltare – e agire.
Il popolo della Terra Santa implora il nostro aiuto e le nostre preghiere; desidera ardentemente la fine delle sofferenze. Siate al loro fianco. Riconoscete la loro richiesta di dignità. Favorite un dialogo autentico tra le comunità. Accogliete l’appello del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, a compiere un pellegrinaggio come segno di amore, sostegno e solidarietà.
Lasciamo questa Terra con il cuore colmo di compassione per chi soffre e ispirati da coloro che, perseguendo la giustizia, mantengono viva la speranza della pace.
Nostra Signora Regina della Palestina e di tutta la Terra Santa, prega per noi.
Rt Rev Nicholas Hudson
Vescovo di Plymouth Moderatore dell’Holy Land Coordination
Presidente del Dipartimento per gli Affari Internazionali della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles
Rt Rev Nicolò Anselmi
Vescovo di Rimini, Italia
Most Rev Udo Bentz
Arcivescovo di Paderborn, Germania
Rt Rev Peter Bürcher
Vescovo Emerito di Reykjavik
Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Svizzera
Rt Rev James Curry
Vescovo Ausiliare di Westminster
Dipartimento per gli Affari Internazionali, Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles
Rt Rev Paul Dempsey
Vescovo Ausiliare di Dublino, Irlanda
Rt Rev Michel Dubost C.I.M.
Vescovo Emerito di Évry-Corbeil-Essonnes, Francia
Most Rev Antoine Hérouard
Arcivescovo di Digione, Francia
Co‑Presidente di Giustizia e Pace Europa
Vice‑Presidente della COMECE
Rt Rev Joseph Kopacz
Vescovo di Jackson Dipartimento per la Giustizia e la Pace Internazionale
Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America
Most Rev William Nolan
Arcivescovo di Glasgow, Scozia
Justice and Peace Scotland
Rt Rev Christian Rodembourg M.S.A.
Vescovo di Saint‑Hyacinthe, Canada
Most Rev Joan Enric Vives Sicilia
Vescovo Emerito di Urgell, Spagna
Rt Rev Abdallah Elias Zaidan
Vescovo dell’Eparchia Maronita di Nostra Signora del Libano
Presidente del Comitato per la Giustizia e la Pace Internazionale
Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America
