Il 1o d’agosto è la Festa nazionale svizzera nella quale si ricorda tradizionalmente il Patto federale tra i rappresentanti di Uri, Svitto e Untervaldo, i quali, nel 1291, si sarebbero riuniti sul praticello del Grütli, sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni, per suggellare un’alleanza contro gli Asburgo, dando così luce alla Confederazione elvetica. In realtà questa data non è sicura in quanto il documento in cui sono iscritti i termine della coalizione, non è datato con precisione e riporta un generico “inizio di agosto”.
Nel 1891, per celebrare il 600° anniversario della nascita della Confederazione, il governo federale scelse il 1° agosto. Quel giorno, in tutto il Paese le campane suonarono a festa e si accesero falò. Nel 1899, in particolare su pressione di cittadini svizzeri residenti all’estero, fu introdotta la celebrazione annuale della Festa nazionale svizzera il 1° agosto, che rimase tuttavia giorno feriale sino al 1993, ad eccezione di qualche cantone. Quello stesso anno, l’accettazione di un’iniziativa popolare decretò il 1° agosto giorno festivo in tutto il Paese.
Oggi siamo ormai abituati a cantare il Salmo svizzero in diverse occasioni di festa, per i ricevimenti diplomatici, per le celebrazioni di vittorie di vario genere, durante i festeggiamenti ufficiali del 1° d’agosto e in Parlamento, all’inizio della sessione legislativa. In realtà solo nel 1961 il Consiglio federale proclamò il componimento “Quando bionda aurora” inno ufficiale svizzero, che restò però in condizione di provvisorietà prorogata ogni tre anni fino al 1981. Fino alla fine degli anni Cinquanta, infatti, il brano cantato in Svizzera in occasione delle manifestazioni ufficiali, oltre al Salmo svizzero, era “Ci chiami o Patria”, versi composti sulla melodia dell’inno nazionale britannico “God save the King”.
Il Salmo svizzero rappresenta invece un’opera prettamente elvetica. La sua melodia, composta da Alberich Zwyssig, monaco cistercense che visse nel monastero di Wettingen, era originariamente il canto liturgico “Diligam te Domine”. Nel 1841, padre Zwyssig adattò a questa melodia il testo del Salmo svizzero, opera del 1841 del poeta zurighese Leonhard Widmer.
La canzone, in quattro strofe, fu interpretata per la prima volta nel 1843 alla Festa federale di canto tenutasi a Zurigo. Il testo originale in tedesco fu in seguito tradotto in francese, italiano e in due idiomi romanci ed esiste quindi in tutte le lingue nazionali.
In una Svizzera sempre più secolarizzata, questo giorno è un’occasione per ricordarsi che i valori fondanti del nostro Paese e la nostra cultura variegata sono di derivazione cristiana. Un retaggio che ci sprona a costruire una società rispettosa, solidare e accogliente, fondata su “libertà, concordia e amor”.
Fonti: Biblioteca nazionale svizzera, swissinfo.ch, sito della confederazione
