13.11.2018

Martedì della XXXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Agostina Pietrantoni, religiosa e martire (1864-1894)

Lettera di san Paolo apostolo a Tito 2,1-8.11-14.

Carissimo, insegna ciò che è secondo la sana dottrina:
i vecchi siano sobri, dignitosi, assennati, saldi nella fede, nell'amore e nella pazienza.
Ugualmente le donne anziane si comportino in maniera degna dei credenti; non siano maldicenti né schiave di molto vino; sappiano piuttosto insegnare il bene,
per formare le giovani all'amore del marito e dei figli,
ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo.
Esorta ancora i più giovani a essere assennati,
offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta, con purezza di dottrina, dignità,
linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire sul conto nostro.
È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini,
che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo,
nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo;
il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone.

Salmi 37(36),3-4.18.23.27.29.

Confida nel Signore e fà il bene;
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 17,7-10.

In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola?
Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?
Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».

Meditazione del giorno

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Discorso nell'ordinazione di un vescovo, 3,9; Guelferbytanus n°32,PLS 2, 637

Essere servitore

Il vescovo che è vostro Capo, è vostro servitore... Il Signore ci dia, coll'aiuto delle vostre preghiere, di essere e restare fino alla fine ciò che volete che noi siamo...; che ci aiuti a compiere ciò che ha comandato. Chiunque siamo, tuttavia, non riponete in noi la vostra speranza. Mi permetto di dirvelo da vescovo: desidero compiacermi in voi, ma non trarne motivo d'orgoglio... E ora parlo al popolo di Dio in nome di Cristo, parlo nella Chiesa di Dio, parlo come umile servitore di Dio: non riponete in noi la vostra speranza, non riponetela negli uomini. Siamo buoni? Siamo servitori. Siamo cattivi? Restiamo servitori. Ma i servitori buoni e fedeli sono i veri servitori. Qual è il nostro servizio? Fate attenzione: se avete fame e non volete essere ingrati, guardate da dove prendiamo il cibo; poco importa in quale piatto è servito ciò che non vedi l'ora di mangiare. "In una casa grande, non ci sono solo vasi d'oro e d'argento, ma anche di coccio" (2 Tm 2,20). Il vostro vescovo è come un piatto d'argento, d'oro, di coccio? Tu guarda se il piatto contiene il pane, e da chi viene questo pane, e chi lo dà perché ti sia servito. Guarda chi è colui di cui parlo, che dà il pane che ti è servito. E' lui il pane: "Io sono il pane vivo disceso dal cielo" (Gv 6,51). Noi vi serviamo dunque Cristo, al posto di Cristo..., perché lui arrivi a voi, perché lui sia giudice del nostro ministero.