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Niklaus von Flüe 2017



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09.12.2014

Nessun primato della grazia sul diritto?! Sull’assoluto della proibizione della tortura

30 anni della Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite

La Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera, la Chiesa cristiano-cattolica della Svizzera e la Conferenza dei vescovi svizzeri per la Giornata dei diritti umani del 10 dicembre 2014.

«Chi soccombe alla tortura non può più sentirsi a casa propria in questo mondo.» Jean Améry

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Dichiarazione (59.98 kB)

Petizione Svizzera (67.38 kB)

Petizione Togo (71.57 kB)


Stimati Signore e Signori,
Care Sorelle, Cari Fratelli,

la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti è stata adottata il 10 dicembre 1984 dall’Assemblea Generale dell’ONU. È composta, oltre al Preambolo, da 33 Articoli ed è parte integrante della Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite. Nel frattempo 155 Stati hanno ratificato questa Convenzione (la Svizzera il 2 dicembre 1986).

Essa riguarda pure le persone che sono state arrestate, affinché siano protette da violazioni contro la loro integrità fisica e psichica. Nel caso della minaccia di un attacco terroristico o di un rapimento, in cui si presume che la vittima sia ancora in vita, la proibizione dell’uso della tortura è di ripetutamente messa in discussione. In simili situazioni, l’urgenza e la sofferenza delle vittime prendono il sopravvento sull’assoluto del divieto della tortura.

Le Chiese cristiane svizzere colgono l’occasione del 30° anniversario della Convenzione dell’ONU contro la tortura per mettere in evidenza l’assoluto della proibizione della tortura secondo la prospettiva cristiana. Al di la di ogni evidenza che ci s’impone, va rilevato con forza che la tortura non genera la giustizia. La nostra impotenza è l’ultimo mezzo a nostra disposizione per difendere l’umanità. Rivolgiamo pertanto l’invito a Comunità e singoli credenti, nell’ambito dell’annuale Giornata mondiale dei diritti umani, ad attivarsi a favore del divieto dell’uso della tortura ovunque nel mondo, dove impotenza, ingiustizia e mancanza d’umanità costituiscono il vissuto quotidiano di tanti esseri umani. Nella preghiera e nella condivisione solidale, come Chiese, ci poniamo accanto alle vittime della tortura e di qualsiasi forma d’insostenibile violenza, come pure accanto alle vittime del rifiuto impotente a utilizzare la violenza, a promozione della dignità umana. Trovate in allegato una dichiarazione sul divieto assoluto dell’impiego della tortura, nonché due petizioni dell’ACAT Svizzera. Vi auguriamo un periodo d’Avvento colmo di benedizioni e sereni giorni di festa nelle vostre Famiglie e Comunità parrocchiali.