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Niklaus von Flüe 2017



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Inauguration du pavillon suisse « Prophezey » à l’exposition universelle de la Réforme à Wittenberg


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Messaggio dei Vescovi per la Domenica del malato 5 marzo 2017


19.01.2017

Coordinamento Terra Santa 2017 – Comunicato finale


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12.06.2007

Appello congiunto delle comunità religiose in occasione della Domenica e del Sabbat dei rifugiati il 16/17 giugno 2007

«Fermiamo l´emarginazione»:questo è il motto della Domenica e del Sabbat dei rifugiati di quest´anno.

Petimat Tschontigowa è arrivata in Svizzera dalla Cecenia nel 2004 e vive nel domicilio per asilanti a Grafenried. In seguito a ferite riportate nel corso della guerra non può più camminare bene. «Mi sento sola», dice, «come in una prigione. Qui non conosco nessuno».

Come Petimat si sentono anche molti altri rifugiati ed emigranti in Svizzera. Sono estranei alla nostra società, parlano un´altra lingua, forse il colore della loro pelle è diverso, appartengono ad un´altra cultura o professano un´altra religione.

Molti di loro hanno vissuto esperienze terribili nella loro terra d´origine. L´emarginazione, sia essa di natura sociale o economica, li fa sentire soli. Abitano qui ma la loro nuova patria è loro estranea e hanno perso quella da cui provengono.

La Svizzera intende offrire protezione ai perseguitati. Così dice la legge sull´asilo. L´integrazione dei rifugiati e anche degli altri stranieri che vivono e lavorano da noi è un tema che riguarda ogni cittadino. L´integrazione è un processo reciproco che presuppone la disponibilità degli stranieri come pure la volontà e l´apertura mentale di noi cittadini elvetici.

In qualità di cristiani ed ebrei siamo chiamati a impegnarci affinché le persone che cercano rifugio nel nostro Paese non restino isolate, bensì possano trovare un loro posto all´interno della nostra società e siano in grado di guadagnarsi da vivere in modo autonomo. Possiamo abbattere le nostre paure e i nostri pregiudizi aprendoci verso ciò che non conosciamo e imparando a conoscerlo, avvicinandoci verso coloro che cercano rifugio da noi.

La Comunità Ebraica e le Chiese continuano a impegnarsi affinché la tradizione umanitaria del nostro Paese non vada perduta, per far sì che persone in situazioni disagiate non vengano emarginate e venga incentivato il processo di integrazione. È nostro dovere fare in modo che questa non sia una promessa vana. Il blocco degli aiuti umanitari per i richiedenti l’asilo respinti non può portare a emarginazioni disumane.

La Domenica e il Sabbat dei rifugiati devono ricordarci che esistono persone alle quali dobbiamo offrire protezione. In qualità di comunità religiose possiamo facilitare il processo d´integrazione all´interno delle nostre istituzioni.

Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera
Padre Thomas Wipf, Presidente del Consiglio

Conferenza Episcopale Svizzera
Vescovo Kurt Koch

Chiesa Cattolica Cristiana della Svizzera
Vescovo Fritz-René Müller

Comunità Israelitica Svizzera
Prof. Dott. Alfred Donath