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SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | Comunicato stampa | 15.12.2010

Un “Omicidio su richiesta” resta un omicidio e deve essere punito

In seguito ad una recente assoluzione, “l’omicidio su richiesta” (eutanasia) rischia di divenire non punibile.

La Commissione “Bioetica” della CVS è preoccupata della decisione del tribunale di Boudry (NE). Essa esprime per iscritto la sua reazione: la relativa dichiarazione può essere scaricata dal sito della CVS.

Gli esperti della Commissione sono meno inquieti per il giudizio in questione, quanto piuttosto per la tendenza – espressa in commenti pubblici – a considerare “l’omicidio su richiesta”, nel senso dell’eutanasia, come un atto legittimo.

Nel caso concreto, giudicato dal tribunale neocastellano, un medico, che desiderava dapprima aiutare una persona malata a suicidarsi, ha alla fine lui stesso iniettato la sostanza mortale. Nonostante questo atto, in virtù dell’articolo 114 del Codice penale svizzero, sia punito dalla legge in quanto “omicidio su richiesta della vittima”, il tribunale lo giustifica, riconoscendo in questa situazione uno “stato di necessità”.

La Commissione ricorda, nella sua reazione, che l’omicidio su richiesta (eutanasia) e l’assistenza al suicidio seguono la medesima logica: in entrambi i casi si tratta di mettere fine ad una situazione di vita considerata come intollerabile.

Ora: le leggi non sono solamente il riflesso dell’opinione pubblica in una data epoca storica, ma alcune di esse prescrivono i fondamenti della vita in società; la proibizione di provocare la morte altrui o di esserne complice ne fa parte e deve restare non negoziabile, insiste la Commissione “Bioetica”.

Essa è convinta che non esiste situazione di vita umana che, per definizione, sarebbe indegna di essere vissuta. Di conseguenza rifiuta con forza l’idea che ci sarebbe, in certe circostanze, la “necessità” di aiutare a morire e con ancora maggiore forza rifiuta l’idea che ciò sia assegnato quale compito ai medici. Se vi è necessità, questa consiste in un accompagnamento che abbia solidarietà umana, competenza e sollecitudine – come lo è il caso nelle cure palliative.

Friborgo, 15 dicembre 2010

Walter Müller,
delegato all’informazione della CVS