SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 07.12.2017

Assemblée de la Conférence des évêques suisses (CES) à Engelberg



Giustizia e Pace | 01.12.2017

Commissione nazionale Giustizia e Pace, Servizio dei gesuiti per i rifugiati Svizzera (JRS), Comunità di SantʼEgidio Svizzera



22.11.2017

Réponse des Eglise reconnues de droit public (FEPS-CES-RKZ-CKK) à la procédure de consultation concernant le Projet fiscal 17


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Mgr Charles Morerod (photo: CES)

SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 25.10.2016

La morte non è la fine

Mons. Charles Morerod, presidente della CVS, ritorna sul senso delle sepolture cristiane.

In occasione della pubblicazione della nuova istruzione della Congregazione per la dottrina della fede (CpDF) sulla sepoltura dei defunti, mons. Charles Morerod, presidente della CVS, ritorna sul senso delle sepolture cristiane.

 

  

In Svizzera la questione delle sepolture è regolata dallo Stato. Queste regole non sono sufficienti per la Chiesa cattolica. Essa ha pubblicato un regolamento complementare che le è proprio. Perché?

Le leggi statali garantiscono una “sepoltura decente” a ogni persona che decede in Svizzera. Questo quadro legale lascia spazio alla cultura cristiana della sepoltura. La Chiesa cattolica esprime nel proprio regolamento tre elementi essenziali della fede cristiana: 1) la speranza della risurrezione della carne nell’ultimo giorno; 2) l’Uomo è una persona che Dio chiama per nome (cfr Is 43,1); 3) la morte non distrugge la comunione dei cristiani che comprende i morti e anche i vivi.

 

La cremazione è pure molto diffusa, da qualche anno, presso i cattolici credenti. Ci sono oggi, in una gran parte della Svizzera, molte più cremazioni che inumazioni. Perché la Chiesa cattolica continua a raccomandare espressamente di farsi interrare?

La morte non è una fine, ma una tappa del cammino verso la risurrezione. Colui che muore non cade nel nulla ma ci precede verso il traguardo, la vita eterna. Con l’inumazione, seguiamo l’esempio di Gesù Cristo, il cui corpo è stato deposto in una tomba, secondo la tradizione ebraica. Il cadavere di Cristo ha atteso lì la risurrezione. Il Cristo stesso verrà a risuscitarci nell’ultimo giorno. Nella sua messa per i defunti, la Chiesa prega così: «Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo».

La cremazione non è proibita nella Chiesa cattolica in quanto «la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo» (come afferma la CpDF nella sua Istruzione). Se, al contrario, si sceglie l’una o l’altra forma di sepoltura per ragioni contrarie alla fede cristiana, per esempio per esprimere delle convinzioni panteiste o di religione naturale, una sepoltura nella Chiesa non è possibile.

 

Per quale motivo la Chiesa accorda, da sempre, un grande valore alla sepoltura in un luogo sacro come una chiesa o un cimitero?

Colui che inuma il cadavere dei morti secondo la tradizione cristiana nei cimiteri, in una chiesa o nella prossimità di chiese, onora con ciò la grande dignità del corpo umano in quanto parte integrante della persona che è chiamata alla vita eterna nella sua totalità. Esprime, inoltre, nella tradizione cristiana la comunione tra i vivi e i morti. La sepoltura in un tale ambito favorisce la memoria e la preghiera per i defunti in maniera appropriata in quanto esprime chiaramente la fede nell’immortalità dell’anima e nella risurrezione della carne. Allo stesso tempo i sopravvissuti trovano un luogo di ricordo e consolazione.

 

Friborgo, 25 ottobre 2016

                                                           

✠ Charles Morerod OP, presidente della CVS