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Assemblée de la Conférence des évêques suisses (CES) à Einsiedeln


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10.06.2009

Mettere fine ai pregiudizi

Appello congiunto delle comunità religiose in occasione della Domenica dei Rifugiati del 20/21 giugno 2009

I rifugiati lasciano il Paese d’origine perché non c’è nessun’altra via di scampo. Nel loro Paese vengono perseguitati ed emarginati. Molti di loro subiscono oppressione, violenza e tortura. Perciò si abbandonano a un futuro incerto in un Paese straniero che promette loro una vita migliore.

La Svizzera accoglie persone che hanno bisogno di essere protette. Tutti i rifugiati che chiedono asilo alla Svizzera devono sottoporsi a una procedura legale: nel nostro Paese la legge regolamenta quali siano i motivi sufficienti per concedere l’asilo e quali non lo siano.

Spesso però i rifugiati vengono messi di fronte a pregiudizi. Si sospetta che siano criminali o che giungano nel nostro Paese per approfittarne.

È però un atto discriminatorio esprimere giudizi superficiali nei loro confronti. Non coincidono con la tradizione umanitaria del nostro Paese, secondo cui si concede rifugio a chi ne ha bisogno. Benché non manchino gli abusi, i pregiudizi non coinvolgono in primo piano le persone, bensì la loro provenienza. In veste di rappresentanti delle Chiese e delle comunità religiose, invitiamo a mettere fine ai pregiudizi espressi sui rifugiati.

Il nostro appello per la Domenica dei Rifugiati è di non chiudere i nostri cuori davanti a chi ha bisogno di protezione. Rispettiamo i rifugiati come persone con destini personale che da noi possono attendersi molto più che una condanna e un rifiuto.

Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera
Pastore Thomas Wipf, Presidente del Consiglio
Conferenza dei vescovi svizzeri
Monsignor Kurt Koch
Chiesa cattolica cristiana svizzera
Amministratore della diocesi Dr. Harald Rein
Federazione svizzera delle comunità israelite
Dr. Herbert Winter