SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 07.12.2017

Assemblée de la Conférence des évêques suisses (CES) à Engelberg



Giustizia e Pace | 01.12.2017

Commissione nazionale Giustizia e Pace, Servizio dei gesuiti per i rifugiati Svizzera (JRS), Comunità di SantʼEgidio Svizzera



22.11.2017

Réponse des Eglise reconnues de droit public (FEPS-CES-RKZ-CKK) à la procédure de consultation concernant le Projet fiscal 17


Tutti i documenti

Comunicato stampa | 25.07.2006

Libertà di stampa e rispetto delle religioni

Incontro annuale degli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa a Maynooth, Irlanda, 20-23 luglio 2006

Si sono riuniti a Maynooth (Irlanda) dal 20 al 23 luglio 2006 gli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa. All’incontro hanno preso parte 39 partecipanti rappresentanti 24 paesi: Austria, Belgio, Bielorussia, Estonia, Germania, Grecia, Inghilterra e Galles, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Polonia, Rep. Ceca, Romania, Russia, Svezia, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Ungheria.

L’incontro CCEE si è svolto presso il St. Patrick’s College di Maynooth, il seminario nazionale irlandese fondato nel 1795.

In Irlanda oggi vi sono 26 diocesi con una popolazione di cattolici pari a 4. 171.064. Sono presenti nell’isola 3129 preti diocesani; 3036 consacrati e 9248 consacrate. 67 sono i seminaristi che si apprestano a diventare sacerdoti. Benché la partecipazione alla messa domenicale rimanga piuttosto alta, si registra, come in altre parti dell’Europa, una leggera e continua flessione dei praticanti. Solo l’arrivo consistente di immigrati dell’Est Europa controbilancia questa tendenza.

L’informazione legata alla Chiesa cattolica deve essere un forte strumento a servizio della pace in questo momento cruciale della storia. I portavoce e gli addetti stampa delle Conferenze episcopali hanno accolto l’appello rivolto loro dal Presidente della Conferenza episcopale irlandese, l’arcivescovo di Armagh Seán Brady: “nelle vostre deliberazioni, possiate discutere le modalità più concrete per mobilizzare l’opinione pubblica in sostegno della pace in questo momento di grande minaccia” in quanto “una delle ragioni per cui il CCEE esiste, è di aiutare a superare gli ostacoli che minacciano il futuro della pace ed il progresso dei popoli”.

Occorre un nuovo alto livello di comprensione in Europa tra la Chiesa e il mondo dei media. Il Presidente della Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale irlandese, il vescovo Joseph Duffy, ha invitato i presenti ad approfondire la relazione tra la Chiesa e i mass media. “Forse un punto di partenza potrebbe essere quello di vedere come giungere a un alto livello di comprensione e tolleranza tra la Chiesa ed il mondo dei media”, perché “il nostro compito è quello di creare un ambiente all’interno del quale i rapporti di lavoro tra la Chiesa e i Media possano diventare più fruttuosi e rispondenti alle nuove vie della verità”.

Tra i temi discussi dai partecipanti:
La presenza dell’Islam in Europa e le sfide poste alla Chiesa. L’Islam è divenuto un tema per i media soprattutto per la sua valenza politica. Una corretta informazione è decisiva per la convivenza pacifica e la collaborazione con i musulmani in Europa. “Gli atteggiamenti delle persone nei confronti dell’Islam spaziano infatti dal fascino alla paura”, ha detto, introducendo il tema ai partecipanti, Mons. Peter Fleetwood, vice segretario generale del CCEE. Quasi tutti gli europei hanno una propria opinione sull’Islam e i musulmani, ma in realtà la maggior parte delle opinioni sono basate su una conoscenza estremamente scarsa di ciò in cui i musulmani credono e di ciò che vivono. L’Islam si presenta anche in Europa con un volto molto vario. La maggior parte dei musulmani non si ritrova né nella linea del fondamentalismo, nè in quella di un Islam “secolarizzato”, ma vuole vivere con normalità la propria fede. Con questa maggioranza è da cercare l’incontro, la reciprocità, la collaborazione su valori comuni come la vita, la pace, la libertà religiosa, la giustizia.

Libertà di stampa e rispetto delle religioni
Il vescovo ausiliare di Coira (Svizzera) e presidente della Commissione episcopale europea per i media (CEEM), Mons. Peter Henrici, introducendo il tema ha ricordato come “la libertà di stampa è un “diritto umano” sociale e politico, non solo un diritto individuale, come lo sono la libertà di opinione e la libertà religiosa”. Ne consegue sul piano dell’etica che “la libertà di stampa deve regolarsi in primo luogo secondo i principi dell’etica sociale che sono: il bene comune, il principio di solidarietà e il principio di sussidiarietà. In secondo luogo la libertà di stampa deve confrontarsi con i principi dell’etica giornalistica individuale: la verità, la probità ed il rispetto delle persone a cui si comunica e delle persone e comunità di cui si informa. L’applicazione di questi principi all’ambito religioso è particolarmente delicata e rende difficile il lavoro del comunicatore. Infatti la religione tende a definire l’identità non solo personale, ma soprattutto quella comunitaria ed è essa stessa un bene comune da proteggere. Inoltre ci troviamo davanti a diverse “verità” religiose in concorrenza fra loro e anche il comunicatore aderisce ad una verità religiosa. Di qui la difficoltà a comprendere la religione altrui e a informare oggettivamente. Un comunicatore che si occupa di religione da una parte deve accettare pienamente la sua appartenenza religiosa e dall’altra saper essere oggettivo, perché capace di distinguere tra informazione e commento all’informazione. Il fruitore dovrebbe poter comprendere dove sta l’informazione oggettiva e dove il commento personale.

Nel seguito dei lavori sono state presentate ai partecipanti due esperienze relative a presentazioni caricaturali della Chiesa Cattolica e della religione musulmana. In questo modo si è potuto accertare come un certo uso dei media possa creare una nuova forma di “apartheid”.
Terza Assemblea Ecumenica Europea (EEA3)
I portavoce delle Conferenze episcopali intendono cogliere l’occasione della Terza Assemblea Ecumenica Europea, che avrà il suo culmine a Sibiu (Romania) il 4-9 settembre 2007, con la partecipazione di 2.500 delegati da ogni paese d’Europa, per favorire un dibattito nell’opinione pubblica sul contributo dei cristiani per fare dell’Europa uno spazio di pace, di riconciliazione e di solidarietà capace di essere protagonista dell’attuale storia del mondo.

Agenda dell’UE e lavori della ComECE
I lavori della Commissione Società dell’informazione e media dell’Unione Europea e le decisioni prese in ambito UE nel capitolo delle comunicazioni hanno grandi conseguenze in ogni paese. La ComECE segue con attenzione questo capitolo. Nell’agenda dell’ UE ci sono altri capitoli importanti per la Chiesa: la vicenda del Trattato costituzionale; l’approvazione del 7° programma-quadro sulla ricerca; l’allargamento dell’UE. La COMECE ha organizzato un prossimo Seminario di Studio che si volgerà a Clermont Férrand Francia (9-11 ottobre 2006) su “Il trattato di Roma: 50 anni dopo. Quali valori per l’unione europea”.

Parte dei lavori è stata inoltre dedicata allo scambio su alcuni eventi e temi che hanno segnato l’attualità della vita delle Chiese in Europa: il recente incontro mondiale delle famiglie a Valencia; il referendum italiano sulla procreazione assistita del giugno 2005; il primo incontro delle agenzie cattoliche europee (17-18 giugno 2006, Vienna); un sito sulla fede per i bambini.

Sabato 22 luglio, i partecipanti hanno visitato l’antico sito monastico di Glendalough e sono stati ricevuti nella serata dall’Arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin.

Il prossimo incontro degli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa si svolgerà a Sibiu il 10 settembre 2007 al termine della Terza Assemblea Ecumenica Europea.

San Gallo, il 25 luglio 2006
Thierry Bonaventura, Addetto stampa CCEE

______________________________

Il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE) riunisce i Presidenti delle attuali 34 conferenze episcopali europee. Lo presiede Mons. Amédée Grab, Vescovo di Coira; vicepresidenti sono il Card. Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria e il Cardinal Cormac Murphy O´Connor, Arcivescovo di Westminster. Segretario generale del CCEE è Mons. Aldo Giordano. La sede del segretariato è a San Gallo (Svizzera).