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Assemblée de la Conférence des évêques suisses (CES) à St. Niklausen


SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 06.09.2017

5e session de discussions entre l’Organisation pour la culture et les relations de l’Islam et la Commission pour le Dialogue avec les Musulmans de la Conférence des évêques suisses du 26 au 31 août 2017 en Iran.


Giustizia e Pace | 01.09.2017

La Commissione nazionale Giustizia e Pace motiva il suo SIʼ alla riforma della previdenza vecchiaia 2020 dal profilo dell'etica sociale


SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 31.07.2017

Videomessaggio per il 1° agosto per l’inizio del pellegrinaggio a Flüeli Ranft


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Comunicato stampa | 01.12.2006

Il Consiglio delle religioni dice chiaramente no all’abuso della religione per fini elettorali

Il Consiglio svizzero delle religioni si oppone alla manipolazione della religione a scopi politici e si oppone alla messa in discussione della norma penale antirazzismo.

L’integrazione delle persone provenienti da altre culture e di aderenti ad altre religioni è un compito difficile per la nostra società. Ma i membri del Consiglio svizzero delle religioni, riuniti per la loro seconda seduta il 24 novembre scorso a Berna, hanno richiamato il fatto che questa integrazione deve mirare alla costruzione di una società improntata all’attenzione ed al rispetto reciproci.

Il Consiglio è molto preoccupato per i recenti tentativi di manipolazione della religione a scopi di tattica elettorale, che sono un modo irragionevole di trarre profitto dal sentimento di insicurezza della popolazione a favore di una propaganda di partito. È necessario un dibattito pubblico su questioni quali la costruzione di minareti o l’impiego di quadri professionisti nei cimiteri. Ma una soluzione che consista nel privare questa o quella comunità religiosa delle libertà protette dalla costituzione (p. es. per mezzo di un’iniziativa contro la costruzione di minareti) non può trovare spazio in uno Stato di diritto.

D’altra parte i tentativi che cercano di screditare la norma penale antirazzismo, o peggio ancora di abolirla, sono fuori luogo. Ciò in quanto l’ingiustizia che si fa beffe dei diritti dell’uomo comincia sempre dalla relativizzazione o la negazione delle vittime della violenza, sia essa di stato, etnica o religiosa. Il Consiglio delle religioni afferma che la norma penale antirazzismo, così come è stata adottata nel 1994 dal popolo svizzero, protegge il bene più prezioso di cui il diritto si fa carico: la dignità umana. Il Consiglio svizzero delle religioni ammette che, in certi casi determinati, l’applicazione della norma penale antirazzismo può essere problematica. Ma è possibile trovare soluzioni a questi problemi. Ben lungi da restringere la libertà di espressione, questa norma penale costituisce il fondamento di uno Stato di diritto umano e democratico.

Berna, 1° dicembre 2006
Markus Sahli, Segretario del Consiglio svizzero delle religioni