SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 07.12.2017

Assemblée de la Conférence des évêques suisses (CES) à Engelberg



Giustizia e Pace | 01.12.2017

Commissione nazionale Giustizia e Pace, Servizio dei gesuiti per i rifugiati Svizzera (JRS), Comunità di SantʼEgidio Svizzera



22.11.2017

Réponse des Eglise reconnues de droit public (FEPS-CES-RKZ-CKK) à la procédure de consultation concernant le Projet fiscal 17


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Comunicato stampa | 01.12.2006

Il Consiglio delle religioni dice chiaramente no all’abuso della religione per fini elettorali

Il Consiglio svizzero delle religioni si oppone alla manipolazione della religione a scopi politici e si oppone alla messa in discussione della norma penale antirazzismo.

L’integrazione delle persone provenienti da altre culture e di aderenti ad altre religioni è un compito difficile per la nostra società. Ma i membri del Consiglio svizzero delle religioni, riuniti per la loro seconda seduta il 24 novembre scorso a Berna, hanno richiamato il fatto che questa integrazione deve mirare alla costruzione di una società improntata all’attenzione ed al rispetto reciproci.

Il Consiglio è molto preoccupato per i recenti tentativi di manipolazione della religione a scopi di tattica elettorale, che sono un modo irragionevole di trarre profitto dal sentimento di insicurezza della popolazione a favore di una propaganda di partito. È necessario un dibattito pubblico su questioni quali la costruzione di minareti o l’impiego di quadri professionisti nei cimiteri. Ma una soluzione che consista nel privare questa o quella comunità religiosa delle libertà protette dalla costituzione (p. es. per mezzo di un’iniziativa contro la costruzione di minareti) non può trovare spazio in uno Stato di diritto.

D’altra parte i tentativi che cercano di screditare la norma penale antirazzismo, o peggio ancora di abolirla, sono fuori luogo. Ciò in quanto l’ingiustizia che si fa beffe dei diritti dell’uomo comincia sempre dalla relativizzazione o la negazione delle vittime della violenza, sia essa di stato, etnica o religiosa. Il Consiglio delle religioni afferma che la norma penale antirazzismo, così come è stata adottata nel 1994 dal popolo svizzero, protegge il bene più prezioso di cui il diritto si fa carico: la dignità umana. Il Consiglio svizzero delle religioni ammette che, in certi casi determinati, l’applicazione della norma penale antirazzismo può essere problematica. Ma è possibile trovare soluzioni a questi problemi. Ben lungi da restringere la libertà di espressione, questa norma penale costituisce il fondamento di uno Stato di diritto umano e democratico.

Berna, 1° dicembre 2006
Markus Sahli, Segretario del Consiglio svizzero delle religioni