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Servizio d'informazione | Comunicato stampa | 10.08.2015

Colletta per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale

Domenica 16 agosto 2015, la colletta raccolta durante le messe cattoliche in Svizzera sarà destinata al Fondo di aiuto immediato per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale. Si tratta di aiutare persone che si trovano ancora oggi in una situazione finanziaria precaria, per il fatto che sono state vittime, da parte di autorità statali, di misure «coercitive a scopo assistenziale» e di collocamenti extra-familiari.

Tra i coinvolti, figurano i bambini collocati altrove d’ufficio, i bambini inviati a istituzioni, le persone internate con decisione amministrativa, le vittime di coercizione (cioè di aborto, di sterilizzazione o di castrazione senza il loro consenso), i bambini adottati a forza e i nomadi. Il fondo di aiuto immediato sostiene le vittime se non hanno potuto beneficiare di altre forme di aiuto appropriato. Questo aiuto è l’espressione di un riconoscimento generale dell’ingiustizia subita e della solidarietà nei confronti delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale.

Sono già stati lanciati a livello federale un progetto di legge e un’iniziativa popolare per regolare l’aspetto finanziario concernente la sorte conosciuta dalle vittime, bambini e adolescenti, prima del 1981, di misure coercitive a scopo assistenziale o da collocamenti extra-familiari. Tuttavia, si deve considerare che occorrerà un certo lasso di tempo prima che queste misure finanziarie possano essere iscritte nella legge a livello nazionale e possano essere applicate; si presume almeno due anni, oppure anche quattro anni per l’Iniziativa sulla riparazione. Per le persone coinvolte, di cui parecchie già in età avanzata o che vivono in condizioni finanziarie difficili, questo tempo di attesa è troppo lungo.

È per questo motivo che è stato istituito un fondo immediato sulla base del diritto privato, per permettere di fornire, rapidamente e senza intoppi burocratici, un sostegno finanziario a chi si trova in una situazione particolarmente difficile. Il fondo di solidarietà è alimentato da fonti differenti, in modo particolare dalle collette organizzate dalle Chiese riconosciute in Svizzera.

Altre informazioni a proposito degli studi condotti sulle misure coercitive e sui collocamenti extra-familiari si trovano sul sito internet, amministrato dal delegato alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale, Luzius Mader (www.fuersorgerischezwangsmassnahmen.ch).

 

Friborgo, 10 agosto 2015

Walter Müller

addetto stampa della CVS