SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | Comunicato stampa | 02.06.2010

288ª Assemblea ordinaria, Einsiedeln, 31 maggio - 2 giugno 2010

Dal 31 maggio al 2 giugno 2010, la CVS si è riunita presso l’abbazia benedettina di Einsiedeln per la sua 288ª assemblea ordinaria.

I vescovi hanno posto la questione degli abusi sessuali al centro delle loro discussioni. Ed è con una preghiera particolare che essi hanno concluso, a mezzogiorno, la loro assemblea nella Cappella delle Grazie di Einsiedeln. Essi hanno constatato davanti a Dio che un “grave errore si è rivelato nella Chiesa, ma pure nelle nostre diocesi e nelle nostre parrocchie”. I vescovi sono coscienti della loro responsabilità: “Siamo pronti a rinnovare il nostro pensiero, la nostra volontà ed i nostri atti nello spirito di Gesù ed a partecipare alla guarigione delle ferite”.
 

Statistiche sugli abusi sessuali nel quadro della pastorale
Su mandato della CVS, la commissione di esperti “Abusi sessuali nella pastorale” ha stilato per la prima volta una statistica dei casi segnalati dalle diocesi della Svizzera. L’appello rinnovato nella primavera 2010 dai vescovi ed indirizzato alle vittime di abusi sessuali affinché si annunciassero, come pure l’ampia rilevanza mediatica hanno sortito il loro effetto: se nel 2009 le istanze diocesane svizzere hanno registrato denunce concernenti 14 autori su 15 vittime, per il periodo da gennaio a maggio 2010 numerosi altri casi sono stati segnalati, vale a dire 72 autori e 104 vittime. La maggior parte degli abusi segnalati ha avuto luogo tra il 1950 ed il 1990. Solo 9 delle 104 vittime annunciate nel 2010 riguardano abusi avvenuti dopo il 1990.

Le 104 vittime di abusi sessuali dichiarate da gennaio a maggio 2010 per i 60 anni precedenti riguardano, al momento dei fatti: 11 bambini di meno di 12 anni, 15 adolescenti ragazze e 61 adolescenti ragazzi tra i 12 ed i 16 anni, 12 donne e 5 uomini. In 101 dei 104 casi, gli abusi sono stati commessi in Svizzera tedesca. In Svizzera romanda, un’intensa campagna mediatica su questo tema aveva già avuto luogo nel 2008, anche se a quel tempo nella sola Diocesi di Losanna-Ginevra-Friborgo erano stati segnalati 30 casi.

La CVS è sempre riconoscente per ogni denuncia di abuso sessuale nella pastorale. Essa invita le vittime ad indirizzarsi ai centri di consultazione. Gli abusi sessuali nella pastorale non sono tollerabili. Giustizia deve essere resa alle vittime e gli autori devono essere ritenuti responsabili, anche se gli abusi risalgono a molto tempo fa e se gli autori sono nel frattempo deceduti.

Revisione delle direttive del 2002
I vescovi sono convinti dell’efficacia delle direttive “Abusi sessuali nell’ambito della pastorale”, promulgate dalla CVS ed in vigore dal 2002. Le misure di prevenzione adottate finora secondo le disposizioni delle direttive hanno dato prova particolare del loro valore, sia nel corso della formazione dei futuri operatori pastorali, sia più tardi nell’ambito del loro ministero pastorale. I gruppi di esperti diocesani ne sono gli elementi chiave, il cui mandato è trattare i casi di abuso sessuale.

Collaborazione con i servizi dello Stato
La CVS ha solo riformulato il capitolo concernente la collaborazione con le autorità civili. Il testo mancava di chiarezza ed è stato modificato come segue:
“5.3.1. Principio. Le disposizioni della legge civile in materia di denuncia presso le autorità penali devono essere rispettate. I vescovi collaborano con le autorità civili d’inchiesta, i tribunali, i servizi sociali ed i centri di consultazione.
5.3.2. Per le denunce penali:
-) La vittima deve in tutti i casi essere informata che ha la possibilità di sporgere denuncia secondo il diritto pubblico.
-) Si chiede all’autore, se le circostanze lo esigono, di costituirsi.
-) In caso di sospetto fondato, le autorità ecclesiastiche denun-ciano l’abuso alle autorità civili competenti, salvo se la vittima coinvolta o il suo rappresentante vi si oppone. In ogni caso, una denuncia penale deve essere effettuata se il pericolo immediato di recidiva pedofila non può essere combattuto con altri mezzi”.
Al fine di stabilire se un sospetto è fondato, il vescovo competente si riferisce al giudizio del gruppo di esperti della sua diocesi, della quale fanno parte specialisti indipendenti.

Dovere d’informazione
Si è constatato che in occasione di un cambiamento di diocesi, la nuova diocesi, in certi casi, non si era informata affatto oppure in modo insufficiente riguardo abusi sessuali commessi precedentemente. Di conseguenza i vescovi si sono vincolati a non accettare, nelle rispettive diocesi, l’impiego di operatori pastorali o di religiosi provenienti dalla Svizzera o dall’estero se non dopo aver ottenuto un’informazione completa dai responsabili precedenti a proposito della reputazione dell’operatore pastorale in questione.
Riconoscenza

I vescovi sono riconoscenti nei confronti della grande maggioranza di preti e religiosi che hanno esercitato il loro ministero nella più grande fedeltà. Attualmente l’anno sacerdotale che terminerà l’11 giugno mette l’accento sul loro ministero e la loro gioia nell’annunciare il Vangelo con i loro gesti e le loro parole.

“Chattare” con i vescovi
Le preoccupazioni degli uomini sono pure quelle dei vescovi. È per questo che essi invitano, la settimana prossima, ad un dialogo diretto via “chat” sul sito www.kath.ch.

Lettera pastorale per il Digiuno federale
I vescovi hanno approvato il testo della loro lettera pastorale per la giornata nazionale di ringraziamento del Digiuno federale. Essa ha per titolo: “Vivere la fede in modo convincente nel nostro tempo”.

Incontri
• Come d’abitudine, il Nunzio apostolico in Svizzera, mons. Francesco Canalini, ha reso visita alla CVS per uno scambio di opinioni sulle questioni attuali e per un incontro amichevole. Era accompagnato dal Segretario della Nunziatura, mons. Seamus Patrick Horgan.
• Mons. Joseph M. Bonnemain, segretario della commissione di esperti “Abusi sessuali nella pastorale” della CVS, rappresentava questa commissione all’assemblea dei vescovi.

Nomine
La CVS ha nominato:
• Don Agnell Rickenmann, di Orberdorf (SO), quale membro della Commissione di dialogo cattolici/cattolici-cristiani;
• Luisa Orelli, incaricata del corso di “islamologia” alla Facoltà di Teologia di Lugano, quale membro del gruppo di lavoro “Islam” della CVS;
• Dr. Marianne Rentsch, di Adliswil (ZH), quale nuovo membro del gruppo di lavoro “Nuovi movimenti e comunità di vita”;
• Bruno Weber-Gobet, lic. theol, di Schmitten (FR), quale membro della Commissione nazionale svizzera “Giustizia e Pace”.

Einsiedeln, 2 giugno 2010

Conferenza dei Vescovi svizzeri
Walter Müller
delegato dell’informazione