SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 23.06.2020

Sortie de la situation extraordinaire et retour à la situation particulière (Abrogation du 22 juin 2020; sont toujours à respecter les concepts de protection des diocèses et des abbayes territoriales)





SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 03.04.2020


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SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 27.04.2020

Piano quadro di protezione della Conferenza dei Vescovi Svizzeri per la celebrazione di funzoni religiose con concorso di popolo

Coronavirus (COVID-19)

Il 16 aprile 2020 il Consiglio federale ha annunciato il suo piano per un graduale allentamento delle misure di protezione contro il coronavirus (COVID-19) in tre fasi (27 aprile, 11 maggio, 8 giugno).

Dal 27 aprile 2020, in conformità all’art. 6 cpv. 3 lett. l (Ordinanza 2 COVID-19), modifica del 16 aprile 2020, è nuovamente consentito celebrare i funerali all’interno dei luoghi di culto alla presenza della cerchia familiare e a partire dall’11 maggio 2020 nella cerchia ristretta d’amici a norma dell’art. 6 cpv. 3 lett. k, modifica del 29 aprile 2020, a condizione che i responsabili di tali strutture abbiano elaborato un piano di protezione ai sensi dell’art. 6a della predetta ordinanza:

1. I gestori di tali strutture e gli organizzatori di tali eventi devono garantire, attraverso l’elaborazione e l’attuazione di un piano di protezione, che il rischio di contagio per i partecipanti all’evento e il numero di persone che lavorano nella struttura o all’evento sia ridotto al minimo (art. 6a cma 1).

2. Il piano di protezione deve essere conforme alle prescrizioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in materia di diritto del lavoro e di sanità pubblica (art. 6a, cpv. 2).

 

Conformemente al piano del Consiglio federale per un graduale allentamento delle misure di prevenzione, sono state elaborate delle linee guida per il momento in cui riprenderanno le funzioni religiose con concorso di popolo. La data per la ripresa verrà stabilita dal Consiglio federale.

 

La Conferenza dei Vescovi Svizzeri (CVS), che raggruppa i Vescovi e gli Abati territoriali della Chiesa cattolica romana in Svizzera, al fine di ridurre al minimo la probabilità di contagio del coronavirus (COVID 19) e in conformità alle indicazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), promulga all’attenzione delle Diocesi e delle Abbazie territoriali i presenti orientamenti per un piano di protezione quadro, con obiettivi standard che potranno adattare alla loro situazione specifica in collaborazione con le competenti Autorità cantonali.

La Conferenza dei Vescovi Svizzeri condivide la speranza di molti fedeli di poter tornare presto a celebrare la Santa Messa con concorso di popolo. Le misure di protezione sono necessarie e sensate al fine di poter gradatamente normalizzare, in modo responsabile, la vita ecclesiale e spirituale nel nostro Paese. Le restrizioni corrispondono alla necessità di salvaguardare se stessi e il prossimo. Sicuramente si dovrà ancora aspettare un po’ di tempo prima che si possa tornare a un pieno ristabilimento della vita ecclesiale e religiosa. Siamo coscienti che le celebrazioni pubbliche sono solo una parte di ciò che costituisce la vita cristiana, assieme alle tante forme di pratica religiosa, nelle famiglie e nelle diverse espressioni di aggregazione, come la preghiera e la liturgia domestica.

 

A) Piano di protezione per i funerali nella cerchia familiare (valido dal 27 aprile 2020) e nella cerchia ristretta di amici (valido dall’11 maggio 2020) [1]

 

La morte di una persona non è solo causa di lutto per i parenti, ma è sempre anche un evento sociale. Essa coinvolge l’intera comunità come ci dice l’Apostolo Paolo: “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme” (1 Cor 12,26). Ogni comunità ha il dovere di prendersi cura dei suoi morti e dei superstiti.

 

a)    È consentito congedarsi dal defunto all’interno della cerchia familiare e degli amici stretti. Spetta alla famiglia del defunto decidere chi ne fa parte.

b)    Le prescrizioni del Consiglio federale e le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in materia di igiene e di distanziamento devono essere rigorosamente rispettate.

c)    Le cerimonie funebri (sepolture e cremazioni) siano celebrate nel modo più semplice possibile e alla presenza del minor numero possibile di partecipanti. Il numero complessivo di partecipanti può essere limitato – per le famiglie numerose – dalla scelta del luogo, considerato che le regole d’igiene e di distanziamento devono essere rispettate nei contatti tra la famiglia e le persone che l’accompagnano (celebrante, sacrestano, onoranze funebri, …). Le persone responsabili dei luoghi ove si svolgerà la cerimonia informeranno per tempo la famiglia del defunto sul numero massimo di partecipanti ammessi.

d)    In caso di morte dovuta al coronavirus (COVID-19), occorre procedere come indicato dalle Autorità civili.

e)    Se possibile, le esequie si svolgono all’aperto (nei pressi della tomba), con una Liturgia della Parola. Se, tuttavia, le regole di distanziamento e di igiene non possono essere rispettate o se sussistono altri motivi per una celebrazione in chiesa, il servizio funebre può avere luogo in chiesa, a condizione che il piano di protezione per le funzioni pubbliche sia rispettato. È anche possibile offrire ai parenti la possibilità di celebrare una Santa Messa in suffragio del defunto, in un momento successivo.

 

Questo piano di protezione entra in vigore il 27 aprile 2020 risp. l’11 maggio 2020.

 

 

(B) Piano di protezione per funzioni religiose con concorso di popolo (valido a partire dalla data stabilita dal Consiglio federale)

 

Nelle difficili condizioni di vita dell’attuale emergenza sanitaria, le celebrazioni pubbliche offrono ai credenti un sostegno e un orientamento spirituale. Tenuto conto delle iniziali misure di allentamento in altri ambiti della vita pubblica, la Conferenza dei Vescovi Svizzeri si pronuncia a favore anche di un allentamento del divieto di celebrare funzioni religiose pubbliche. Il diritto di ognuno di poter professare individualmente o in comunità la propria religione è garantito dalla Costituzione federale. La Chiesa cattolica intende naturalmente rispettare le prescrizioni federali vigenti, in particolare quelle relative all’igiene e al distanziamento.

 

1. Prima della celebrazione liturgica

a)    I punti di contatto devono essere puliti e disinfettati, così come i servizi igienici.

b)    Le acquasantiere rimangono vuote fino a nuovo ordine.

c)    La chiesa va ottimamente areata.

d)    All’esterno e all’interno della chiesa, in punti ben visibili, vanno affissi i cartelli con le norme relative al distanziamento e all’igiene, emanate dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

e)    Le porte d’ingresso devono essere contrassegnate in modo chiaro e le altre porte devono essere chiuse e segnalate in modo ben visibile. Tutte le porte devono poter essere aperte in ogni momento, sia dall’interno, sia dall’esterno, in caso d’emergenza.

f)     L’accesso alla cantoria va bloccato e reso accessibile solo all’organista e – se lo spazio lo permette – a uno o pochi altri strumentisti.

g)    Ai fedeli vanno indicate in modo intellegibile, tramite cartelli segnaletici, le porte d’entrata aperte (questo per evitare che tocchino le maniglie delle porte). Si applicano le regole delle Autorità civili circa la distanza e l’igiene. Alcune persone incaricate dalle parrocchie controllano che agli ingressi tutto si svolga in modo corretto.

h)    All’entrata della chiesa i fedeli si puliscono le mani con un prodotto disinfettante virucida. Le persone incaricate dalla parrocchia mettono a diposizione i dispensatori di disinfettante e controllano che ce ne sia una quantità sufficiente e che tutti ne facciano uso.

i)      L’accesso è limitato a un numero massimo di fedeli corrispondente a un terzo della normale capacità del luogo. In ogni caso, ogni persona deve poter disporre almeno 4 mq di spazio. Attraverso misure adeguate (ad es. il blocco di una fila di banchi su due, la rimozione di sedie, indicare i posti utilizzabili...), andrà garantito il rispetto delle distanze.

j)      Al fine di evitare che a celebrazioni ben frequentate alcuni fedeli vengano respinti, si raccomanda di mettere in atto delle procedure di prenotazione e di numerazione dei posti disponibili. Qualora dei fedeli non dovessero poter essere accolti, si consigli loro di partecipare a un’altra celebrazione (in altro luogo, altra data, eventualmente durante la settimana).

 

2. Durante la celebrazione liturgica

a)    I fedeli prendono posto nei luoghi indicati. I posti devono essere intercalati rispetto alla fila precedente e a quella successiva. Le persone incaricate dalla parrocchia controllano che queste norme siano rispettate. I nuclei familiari non vanno separati.

b)    Per l’intervento di corali liturgiche, di gruppi di cantori o di strumentisti si applichi per analogia quanto previsto nell’ambito culturale profano. Si raccomanda di preferire il dialogo tra voci soliste, brevi versetti declamati dall’assemblea o da piccoli gruppi. Il canto dell’assemblea è ridotto.

c)    Possono intervenire dei ministranti a condizione che lo spazio in presbiterio sia sufficiente.

d)    Se lo spazio è sufficiente, possono intervenire dei lettori. Essi debbono ricevere chiare istruzioni al riguardo.

e)    Non si procederà alla raccolta della colletta tramite il passaggio di cestini tra i banchi. I fedeli potranno deporre la propria offerta in un cestino apposito, posto all’uscita della chiesa.

f)     Le Specie eucaristiche (pane e vino) devono essere coperte durante tutta la preghiera eucaristica (palla). Il celebrante si disinfetta le mani all’inizio dell’offertorio. Solo chi presiede l’Eucaristia comunica al calice. I concelebranti comunicano per intinzione.

g)    Prima di distribuire la Comunione, i ministri si disinfettano le mani.  Il dialogo “il Corpo di Cristo” – “Amen” è pronunciato comunitariamente prima che si proceda alla distribuzione della Comunione. Quest’ultima deve avvenire secondo le norme igieniche prescritte. Adesivi sul pavimento segnalano la distanza minima di 2 metri.

h)    Il rito dello scambio della pace va omesso.

i)      Le regole di distanziamento si applicano anche alle Liturgie della Parola, Liturgie delle Ore o ad altre celebrazioni con concorso di popolo. Ogni atto simbolico che comporti il contatto fisico con un oggetto, qualsiasi esso sia, è vietato (soprattutto con l’acqua benedetta).

j)      Durante tutta la celebrazione, le persone alle quali la parrocchia avrà affidato tale compito si tengono nei pressi delle porte di ingresso e di uscita, per aprirle in caso di necessità.

k)    I Battesimi, le Prima Comunioni, le Cresime e i Matrimoni sono consentiti solo nel rigoroso rispetto delle regole d’igiene e di distanziamento emanate dall’Autorità civile. Se è possibile rinviare le celebrazioni, lo si faccia, in accordo con le famiglie.

 

3. Dopo la celebrazione liturgica

a)    Le persone cui la parrocchia ha affidato questo compito aprono le porte di uscita.

b)    I fedeli lasciano la chiesa secondo un ordine stabilito dalla parrocchia e nel rispetto delle regole di distanziamento. Una persona designata dalla parrocchia vigili a che si evitino raggruppamenti sui sagrati.

c)    Dopo la celebrazione tutti i punti di contatto (oggetti, banchi, porte, servizi igienici) devono essere puliti e disinfettati.

d)    La chiesa dev’essere ottimamente areata.

e)    Di principio, durante il giorno, le chiese rimangono aperte e accessibili alla preghiera individuale.

 

4. Assenza alla Santa Messa

a)    La preghiera sia praticata o riscoperta soprattutto in casa e in famiglia, così come da chi vive solo.

b)    I fedeli che sono malati o che si sentono malati sono sollecitati a non presenziare alle celebrazioni liturgiche. Nel rispetto delle misure prescritte, essi possono ricevere la comunione a casa, da persone qualificate e preposte a questo servizio.

c)    I fedeli che durante la celebrazione avvertono un malore devono lasciare immediatamente l’edificio sacro.

d)    I fedeli che fanno parte dei gruppi a rischio (ai sensi dell’art. 10b cpv. 2 e allegato 6 all’Ordinanza 2 COVID-19, modificata il 16 aprile 2020) sono invitati a non frequentare la celebrazione liturgica festiva. In caso di necessità improrogabile e sempre sotto stretta osservanza delle misure di protezione emanate dall’Autorità civile, essi possono partecipare alle celebrazioni feriali, con un numero minore di partecipanti.

 

La partecipazione alle funzioni religiose e la protezione contro il contagio devono essere garantite in egual misura. Per questo motivo, la Conferenza dei Vescovi Svizzeri invita tutti i fedeli a fare tutto il possibile per contribuire ad arginare la pandemia.

 

Questo piano di protezione entra in vigore a decorrere dal giorno stabilito dal Consiglio federale e resta in vigore fino a nuovo avviso.

Non vengono celebrate funzioni liturgiche se questo piano di protezione non può essere applicato adeguatamente.

 

Friburgo, 27 aprile 2020.

 

+ Felix Gmür

Presidente

 

Erwin Tanner-Tiziani

Segretario generale

 

  

Traduzione in lingua italiana realizzata dalla Missione Cattolica di Lingua Italiana nel Canton Lucerna (01.05.2020) e rivista dalla Curia della Diocesi di Lugano (06.05.2020).

 

[1] Versione secondo Ordinanza 2 COVID-19 art. 6 cpv. 3 lett. k, modificazione del 29.4.2020, entrata in vigore l’11.5.2020.